07/06/09

If you need any more proof



If you need anymore proof that religion is bullshit… you are really no more intelligent than a fly. The religious are the most violent of anything and anyone. Also the most uncaring, unkind, emotionless assholes I have ever come across.

Fuck your God.


[via emmanuelnegro] [via thereisnogod] [via thinkfree]

24/05/09

La crisi


Shock doctrine - Il capitalismo dei disastri - di Naomi Klein e Alfonso Cuaron.


Qualcuno le chiama "teorie del complotto", con disprezzo.

Che ne parli una giornalista e scrittrice del calibro di Naomi Klein e non (solo) il solito documentariettointernetonly per nerd incalliti, dovrebbe far pensare.

Che forse qualcosa di vero c'è.

E non sarebbe neanche così strano. A pensarci bene.


13/05/09

Così va la vita


La creatura venuta dallo spazio aveva studiato a fondo il cristianesimo per capire, se possibile, perché per i cristiani fosse tanto facile essere crudeli. Era arrivata alla conclusione che il guaio derivava almeno in parte dal modo trasandato in cui era scritto il Nuovo Testamento. Secondo lui, l'intento dei Vangeli era insegnare alla gente, fra le altre cose, a essere misericordiosi, anche verso i più umili.
Ma i Vangeli, in realtà, insegnavano questo:
Prima di uccidere qualcuno, accertatevi bene che non abbia relazioni importanti. Così va la vita.

La magagna nelle storie di Cristo, diceva la creatura venuta dallo spazio, era che Cristo, malgrado le apparenze, era il figlio dell'Essere Più Potente dell'Universo. I lettori lo capivano e così, quando arrivavano alla crocifissione, naturalmente pensavano (qui Rosewater rilesse ad alta voce):
Oh, accidenti... Hanno scelto proprio la persona sbagliata per il loro linciaggio, quella volta!
E questa idea aveva una sorella: "Ci sono delle persone giuste da linciare". Chi? Quelle che non hanno relazioni importanti. Così va la vita.

La creatura venuta dallo spazio donò alla Terra un nuovo Vangelo. in esso Gesù era veramente un uomo qualunque, e una seccatura per un sacco di gente che aveva relazioni più importanti delle sue. E diceva anche lì tutte le cose belle e imbarazzanti che diceva negli altri Vangeli.
Così un giorno la gente si divertì a inchiodarlo a una croce e a piantare la croce nel terreno. Non ci sarebbero state ripercussioni, pensavano quelli che l'avevano linciato. Anche il lettore era indotto a pensarlo, poiché il nuovo Vangelo seguitava a ripetere che Gesù era proprio un nessuno.
E poi, un momento prima che questo "nessuno" morisse, i cieli si aprirono, e mandarono tuoni e lampi. Dall'alto scese stentorea la voce di Dio. Dio disse alla gente che adottava quel barbone, dandogli i pieni poteri e i privilegi di Figlio del Creatore dell'Universo per tutta l'eternità. Ecco quello che disse: D'ora in poi Egli punirà orribilmente chiunque tormenterà un barbone senza relazioni importanti!

(da Kurt Vonnegut, "Mattatoio n.5")

04/05/09

Al peggio non c'è mai limite


Pensavo non esistesse niente di peggio di un mafioso.

Pensavo non esistesse niente di peggio di un fascista.

Mi sbagliavo.

La nostra bella Italia non finisce mai di stupirmi.

Ecco a voi un mafio-fascista...

29/04/09

Quella comunista di Veronica Lario


Se le critiche vengono dalla sinistra, non sono credibili perchè chi le pronuncia è chiaramente prevenuto da una qualche incompatibilità genetica non meglio identificata. E che certo non può aver nulla a che fare con le sacrosante divergenze di opinioni tra un dittatoriello di periferia multimiliardario, multiinquisito e multiarrogante, con chi rappresenta (o dovrebbe rappresentare) il popolo di chi a malapena arriva alla fine del mese e che ha sempre fatto della propria onestà l'unico vanto possibile.
Se le critiche vengono da chi sta dalla sua parte, certo non possono essere spontanee e sincere, devono chiaramente essere state ispirate e sobillate dai ben noti (e con "ben noti" intendo "noti solo a lui") media stalinisti-leninisti.

Mi ricorda molto quello che gli studiosi di Comunicazione chiamano illusione delle alternative. Funziona così: ci vengono fornite solo due possibilità, A e B; se scegliamo A avremmo dovuto scegliere B, se scegliamo B avremmo dovuto scegliere A. Un po' lo stesso sistema che da tempo viene utilizzato con i cosiddetti malati di mente nelle società che prevedono istituzioni manicomiali. Se un cosiddetto "pazzo" sostiene di non essere pazzo gli si fa notare che proprio in quanto malato di mente non si rende conto della sua pazzia. Se lo ammette, quella è l'ennesima prova della sua pazzia (e se se ne sta zitto? Certo una persona normale, non se ne starebbe zitta se accusata di pazzia. Aggiungerei).

Insomma è impossibile fare una critica a Berlusconi (e che novità! diranno subito i miei piccoli lettori). Se lo fa la sinistra, lo sappiamo che tanto lì sono tutti comunisti (e come tali tutti prevenuti ed incapaci di giudicare volta per volta). Se lo fa chi sta dalla sua parte o addirittura i componenti della sua famiglia è certo che sono stati plagiati. O in alternativa, le critiche sono state ingigantite, se non inventate, dai soliti media comunisti.

In pratica, rendetevene conto, siamo tutti pazzi. E sfido chiunque a dimostrare il contrario.

E' sempre più bello vivere nel Paese delle Meraviglie.

25/03/09

L'uomo dalla pelle più bella del mondo

Oggi inizia una nuova rubrica. Si chiama: Iomivedounfilmepoiciscrivosopraquelcazzochemipassaperlatesta. Detta amichevolmente, da noi addetti ai lavori: Imvufepcssqccmpplt che poi è molto più facile da pronunciare. Buona visione.

(Che io volevo scrivere: "Oggi parliamo..." ma la maestra mi ha insegnato che le ripetizioni non si fanno. Però io voglio dire proprio quella cosa lì non una simile. Quindi...)

Today parliamo de Il curioso caso di Beniamino Bottone.

(Col nostro simpatico e amatissimo regime fascista che avanza, meglio non abusare troppo della lingua straniera anglosassone, non più di una parola a frase).

Allora inizia con lui che nasce e finisce con lui che muore. E direte, che originalità! Però attenzione attenzione amici carissimi lui (rullo di tamburi) nasce vecchio e muore giovane (ooohhh di stupore).

Che poi non è proprio così. Cioè quando nasce ha zero anni come tutti e quando muore sono passati un'ottantina d'anni e quindi lui ne ha un'ottantina o giù di lì (anche perchè, vi rivelo un segreto, è proprio così che si contano gli anni, dalla nascita). L'unica cosa è che quando nasce è brutto e rugoso e un po' malaticcio e infatti il papà lo vuole affogare, ma poi si pente e lo abbandona (che sennò il film era già finito) e, udite udite cari amici, dove ti va ad abbandonarlo? Ma sulla soglia di una casa di riposo per vecchi (traduzione politically correct: persone anziane, ovvero non più giovani).

Dopo questi incredibili colpi di scena iniziali che ti lasciano senza fiato vediamo la sua interessantissima vita a New Orleans mentre cresce in altezza e gli ringiovanisce la pelle (che poi forse era solo la sua pelle ad andare al contrario, mah...). Ma lui ci mette un po' a capire di non essere un vecchio, crescendo in mezzo ai vecchi.

Poi c'è la solita strafiga (perchè purtroppo siamo un po' più milanesi che romani) che non può mai mancare che riesce ad essere strafiga dai 18 (che prima non si può dire) ai 60 e così il problema uomini l'hai risolto. E questi due si prendono e si mollano per tutto il film facendosi delle paranoie assurde e con delle scene ancora più assurde. Che praticamente prima sembra lui uno sporco pedofilo e poi sembra lei un po' morbosa con sto ragazzino. E sembrano una coppia normale solo per un paio di scene in mezzo al film.

(Traduzione for dummies: uno ringiovanisce, l'altra invecchia, quindi si incrociano alla stessa età solo a metà strada)

Poi alla fine lui è un ragazzino ma ha tipo l'Alzheimer e non si ricorda più di lei o di come si fa a mangiare e quindi lei lo riaccoglie in casa (dopo che lui era andato a farsi sette anni in Tibet) e lo accudisce come un vecchio (che è quello che è) anche se sembra che sia un bambino ritardato (e allora avevo ragione io, è solo la pelle che gli ringiovanisce. Praticamente sto film è la storia con l'uomo dalla pelle più bella del mondo).

Comunque tutto il film non è che un lungo ed interminabile corollario (ma come parlo bene) alla bellezza di Brad Pitt che praticamente volevano farci vedere quant'era figo qualche anno fa senza una ruga. E allora sarebbe stato più interessante un fermo immagine di due ore sulla faccia di Brad Pitt (si dice che ne abbiano discusso a lungo ai piani alti della Warner Bros, ma che poi abbia prevalso la linea del "Perchè spendere poco quando possiamo buttar via dei milioni così accazzo?").

Ah, non vi ho detto che tutta la storia è raccontata (con un espediente narrativo fantastico e mai visto prima) dalla figlia della strafiga che legge il diario di lui già morto alla madre morente. Alla fine scopre di essere figlia del buon Brad e non del padre sfigato che le avevano fatto conoscere (gli ooooohhh di stupore si sprecano). Il tutto, e sentite questa che è bella, mentre fuori dall'ospedale si scatena l'uragano Katrina.

Commento: ma PERCHE'???

Quando chiedi a una ragazza cosa ne pensa del film ti risponde: "Molto bello... e poi c'era Brad Pitt ringiovanito!". La traduzione è: " Di che parlava il film? Io sono andata al cinema per quello e ho visto solo che c'era quel gran figo di Brad Pitt".

Riassunto: il film non mi è piaciuto.

Note: 1 -Il testo è ironico. Chi non fosse avvezzo all'ironia è pregato di frequentare un corso intensivo della suddetta, prima di leggerlo. O di capirlo.

2 -Le parole azzurrine che diventano verdi e sottolineate quando ci vai sopra con la freccina (comandata da quello che si chiama mouse e che sta nella tua mano destra) chiamasi link. Schiacciando uno di quei bei pulsanti che stanno nella tua mano destra si aprono tante simpatiche finestrelle piene di lazzi e sollazzi. Fatelo per il vostro divertimento. Chi non vi fosse avvezzo è pregato di andare a nascere cinquant'anni fa e lì restare.

3 -No, il film non mi è piaciuto.

06/03/09

Hap e Leonard


Hap e Leonard sono due ragazzi strafighi ma anche un po' sfigati. Cioè stanno sempre lì a menar le mani e qualche volta anche a sparare e normalmente vincono, ma qualche volta anche perdono e lì son dolori. Stranamente hanno ancora tutti i pezzi al loro posto a parte una lieve zoppia che si passano tra di loro di tanto in tanto. I loro amici non sono stati così fortunati. Per strada si sono persi due ragazze l'uno, e un ragazzo l'altro (sì uno è proprio un frocio, e tra l'altro pure negro), un amico che si è storpiato e ora riesce a malapena a parlare (edit: dopo aver finito anche l'ultimo libro della serie bisogna aggiungere alla lista dei caduti anche il povero Charlie: sarai sempre nei nostri cuori amico, sigh), più una manica di cattivi che non si riescono neanche a contare, ma tanto di quelli non gliene frega niente a nessuno (tipo KKK, stupratori di bambini, gang tex-mex e altre amenità varie).

Leggere le loro storie è molto divertente, viverle lo sarebbe un po' meno. Una volta che ne hai iniziato uno anyway, non vedi l'ora di arrivare alla fine del sesto e quelli che non pensano che i nostri amatissimi siano uno dei migliori esempi di letteratura degli ultimi decenni oltre ad essere dannatamente spassosi, non capiscono proprio un cazzo.

Comunque il Texas dev'essere proprio un brutto posto pieno com'è di pistole, fucili, sporchi teorici della superiorità della razza, uragani, maniaci che non vanno mai al tappeto e pistole.
Io in Texas ci sono andato e, infatti, un uragano mi ha quasi preso in pieno. Per fortuna di pistole non ne ho viste. Comunque me ne sono andato subito. Troppo caldo e troppi redneck. Poi sono stato nel texas occidentale. Non ditelo ad Hap e Leonard che per loro il Texas orientale dove vivono è tutto un altro mondo. Niente di neanche lontanamente paragonabile. Roba di rigogliose e tetre foreste versus deserti polverosi pieni al massimo di cactus.

Ah, Joe R. Lansdale è uno di quei tipi che non vorrei mai incontrare di notte in un vicolo buio. Pare che le doti marziali dei nostri due siamo molto autobiografiche e se, di sti libri, gliene sono venuti fuori addirittura sei ho paura di scoprire che anche il resto non sia solo il frutto della sua fantasia.
Però resta il mio idolo. Un po' il mio eroe. Tempi di crisi.

Mucho mojo a tutti.

05/03/09

E so probblemi


Il problema di scrivere un blog è che poi la gente ti legge.
Ma questo non è il mio caso.

04/03/09

A futura memoria


L'audio della famosa telefonata tra Agostino Saccà (direttore generale di Rai Fiction) e Silvio Berlusconi (Presidente del Consiglio, Presidente del Milan, padrone di Mediaset, Mondadori, Medusa Film, tutto tutto tutto...).

Perchè le generazioni future non si scordino neanche di questo, tra le tante cose, quando tra qualche anno bisognerà tirare le somme su un uomo che è stato la peggior cosa che sia mai capitata all'Italia da 50 anni a questa parte.

Perchè capiscano dalle sue stesse parole, quindi senza mediazioni di sorta, che razza di uomo era e quale incubo è stato per noi che abbiamo vissuto il suo ventennio.

Perchè questi potrebbero essere gli ultimi momenti della libertà di stampa ed è meglio sfruttarli fino alla fine.

Viva Marx. Viva Lenin. Viva Sharon Stone.

P.S. Massimo rispetto alla magistratura e alle sue decisioni che, sempre, nel bene e nel male, sono compiute nel rispetto della legge e per il bene comune. Sosteniamo i magistrati perchè sono l'unico baluardo che ci resta contro il regime berlusconiano e non biasimiamoli neanche per questa decisione o per altre che possono non piacerci, del resto anche loro ogni tanto si devono ricordare di tenere famiglia.

27/01/09

Il regime avanza e la gente se ne frega...


















Prima vennero per i comunisti
e io non alzai la voce
perché non ero un comunista.

Poi vennero per i socialdemocratici
e io non alzai la voce
perché non ero un socialdemocratico
.

Poi vennero per i sindacalisti
e io non alzai la voce
perché non ero un sindacalista.

Poi vennero per gli ebrei
e io non alzai la voce
perché non ero un ebreo.

Poi vennero per me
e allora non era rimasto nessuno
ad alzare la voce per me.


(una delle tante versioni del discorso di Martin Niemöller sull'atteggiamento lassista nei confronti dei nazisti).

20/01/09

Obama's speeches


Barack Obama's inaugural speech in Chicago, January 20th, 2009 (1/2)


Barack Obama's inaugural speech in Chicago, January 20th, 2009 (2/2)



Barack Obama's victory speech in Chicago, November
4th, 2008

Kakà comparsa al "Silvio Berlusconi Show"


Kakà resta al Milan. Ora è ufficiale, dopo tante chiacchere al vento che hanno tenuto impegnati giornali e telegiornali per giorni.
Intendiamoci, io da tifoso interista non sono nè contento nè dispiaciuto per questo mancato affare. Come non sarei stato nè contento nè dispiaciuto se a Manchester Kakà ci fosse andato veramente. Sostanzialmente non me ne fregava niente, o meglio, da tifoso di calcio tentavo di intravedere le possibili ripercussioni della cosa e più o meno vedevo sia lati negativi che positivi. Cioè il Milan avrebbe avuto molti soldi da investire e, giocandosi bene le sue carte, avrebbe tranquillamente potuto costruire una squadra migliore, ma anche precipitare in classifica senza uno dei suoi leader. Il campionato italiano avrebbe perso un gran giocatore e quindi un po' di qualità e prestigio internazionale, ma avrebbe potuto anche acquistarne dai giocatori che sarebbero arrivati con i suddetti soldi. Insomma può essere divertente ogni tanto parlare di calciomercato o di "fantamercato" ma poi, come al solito, arriva lui e come il peggiore dei bulletti di periferia, nel peggior film si serie B, si mette in mezzo a rovinare anche questo come qualsiasi altra cosa.
E' Kakà a restare al Milan e lui ad aver preso la decisione ma Berlusconi ne fa il suo show personale facendolo sembrare un nuovo magnifico acquisto, dopo aver alluso al fatto che se ne sarebbe potuto andare (anche se tra qualche giorno, a seconda della convenienza, potrebbe anche giurare di non aver mai detto niente del genere, subito seguito dal prode Capezzone che giurerà di aver sentito distintamente le parole "Kakà resterà sicuramente al Milan"). Insomma il brasiliano sembrava già a Manchester ma poi come un deus ex machina è arrivato lui Cavaliere senza macchia e senza paura a risolvere la situazione per il meglio, salvando la principessa (Kakà) e uccidendo il drago (il City o la credulità popolare, fate voi).
Ormai è dappertutto, non gli bastano più le tre televisioni di sua proprietà, le tre controllate dal suo partito, più La7 che ormai si autocensura preventivamente per non farlo neanche scomodare. E' riuscito ad infilarsi praticamente nell'unica televisione italiana (la locale 7Gold) che non controlla, per dare l'annuncio trionfale dell'ennesimo miracolo compiuto (la santità è ormai dietro l'angolo). E' riuscito e riesce ormai quotidianamente ad infilarsi nei programmi sportivi per farne una celebrazione della propria persona e, anche lì, riesce a propinarci la sua visione distorta (o semplicemente inventata) della realtà (Santiago Bernabeu ha vinto più scudetti, più Coppe Campioni e più coppe nazionali, Berlusconi ha vinto due Coppe Intercontinentali in più: ora ditemi voi chi è il presidente più titolato al mondo).
Ma tant'è, ormai non ci si stupisce più di niente in questo paese. Con un personaggio del genere ci si dovrebbe già stupire di non vederlo in galera, solo in Italia può essere addirittura Presidente del Consiglio.
Pessimismo e fastidio.

15/01/09

Palestina libera!


Se tralasciassimo che Israele vanta diritti sul suolo palestinese solo in virtù del fatto che gli ebrei erano lì già duemila anni fa e che quindi questo è più importante degli arabi che abitavano quelle terre al loro arrivo cento anni fa da solo un millennio o poco più (e allora se tornassero i Cananei gli israeliani se ne andrebbero?).
Se tralasciassimo che Hamas è stato deliberatamente favorito a più riprese (soprattutto nelle ultime elezioni del 2006) proprio da Israele per contrastare il potere crescente (ma comunque molto più diplomatico e pacifico) di Fatah e ora ci si lamenta del crescente consenso acquisito da questa fazione integralista dell'indipendentismo palestinese.
Se tralasciassimo che come sempre la guerra genera integralismo che genera terrorismo che genera nazionalismo che genera altra guerra come ampiamente dimostrato dalla deriva nazionalista in Israele e, da ultimo, dal messaggio audio di un redivivo Bin Laden che inneggia alla Jihad quando l'obiettivo dell'attacco israeliano dovrebbe essere proprio la cessazione di atti terroristici contro il proprio territorio.
Se tralasciassimo che la risposta Israeliana al lancio di razzi Qassam dalla striscia di Gaza è a dir poco sproporzionata (basta dare un'occhiata al counter qui a fianco sui rispettivi caduti) contando anche che la potenza militare di Israele è tra le prime al mondo.
Se tralasciassimo che il cessate-il-fuoco del giugno scorso tra Hamas e Israele non è stato infranto negli ultimi giorni da Hamas (come vorrebbero farci credere) ma ben prima (all'inizio di novembre) da un "imponente attacco aereo e terrestre" dell'esercito israeliano che portò alla morte di sei soldati di Hamas.
Se tralasciassimo che il suddetto cessate-il-fuoco prevedeva tra i suoi punti fondamentali la cessazione del blocco alla striscia di Gaza da parte israeliana e questo non è mai cessato spingendo il popolo palestinese sempre più alla disperazione, mentre il lancio dei missili palestinesi (altro punto fondamentale dell'accordo) è, almeno, calato bruscamente dalle centinaia di maggio-giugno ai venti da giugno a oggi.
Se tralasciassimo che la guerra e la violenza in generale è sempre sempre sempre sempre sempre sbagliata e senza alcuna giustificazione.
Se tralasciassimo tutto questo e molto altro ancora, allora sì, l'attacco Israeliano a Gaza troverebbe la pur minima giustificazione e si potrebbe incominciare a parlare di responsabilità e colpe nell'annosa questione palestinese.
Ma se tutto questo non lo tralasciamo (e non possiamo non farlo) allora dobbiamo solo condannare duramente questo atto di barbarie da parte di Israele senza se e senza ma e poi starcene tutti zitti in segno di rispetto per i morti. Di entrambe le parti.

11/01/09

Revitalizing


E' ora di rivitalizzare questo blog. D'ora in poi tenterò di scrivervi, se non quotidianamente, almeno un paio di volte a settimana. Qualsiasi cosa mi passi per la mente andrà bene. Del resto dev'essere solo un esercizio di scrittura e di creazione multimediale. Sono solo lavori in corso.
Per prima cosa vorrei iniziare parlando di un ottimo sito che mi sento di suggerire a tutti quelli che amano le serie TV (telefilm o serial se preferite). Si chiama Itasa e come molti altri prima di me ho iniziato come semplice utente usufruendo dei sottotitoli prodotti dal team del sito e ora vi partecipo attivamente come traduttore restituendo così il favore.
Funziona così. Itasa si occupa di produrre sottotitoli per moltissime serie TV a pochi giorni (o addirittura ore) dalla loro messa in onda americana o britannica, permettendo così anche a chi non conosce perfettamente l'inglese di evitarsi i lunghissimi tempi di attesa che doppiaggio e accordi economici vari impongono prima del loro arrivo in Italia. Sa bene chi si è appassionato ad una serie come Lost o Heroes (per parlare delle più popolari degli ultimi anni) quanto sia frustrante attendere mesi o addirittura anni prima di vedere quello che un telespettatore americano considera già vecchio. Senza contare tutte quelle serie che in Italia, per qualche oscura ragione, non arriveranno mai, obbligandoci invece a sorbirci degli improponibili polizieschi tedeschi o degli improbabili telefilm americani per adolescenti cerebrolesi dal budget pari ad 1$ a puntata. Chissà se arriverà mai in Italia una serie come 30 Rock o come Worst Week? O chissà perchè una serie fantastica come My Name Is Earl si è fermata alla prima serie su Italia 1 quando negli Stati Uniti siamo già alla quarta?
Beh, con Itasa non dobbiamo più sottostare alle sclerotiche decisioni dei programmatori o ai gusti provincialotti dell'italiano medio e possiamo finalmente scegliere da noi le serie più interessanti che ormai rivaleggiano in tutto e per tutto con i film di Hollywood.
Ovviamente bisogna procurarsi il video altrimenti ma, per questo, la rete offre infinite possibilità.
Se, dopo aver usufruito dei sottotitoli per appassionarvi a molte altre serie, volete ricambiare il favore e il vostro inglese ve lo permette, potete anche fare un piccolo test ed entrare a far parte del team dei traduttori. Non è troppo difficile e sicuramente divertente. In più, in un mondo in cui la conoscenza dell'inglese diventa sempre più fondamentale, un po' di esercizio non fa mai male e sia la visione di video in lingua originale con sottotitoli italiani sia, tantopiù, l'analisi e la traduzione di testi possono rivelarsi un allenamento molto proficuo nonchè piacevole.
Dunque andate subito a dare un occhiata al sito e vedrete che vi suggerirà alcune serie a cui vi appassionerete subito e da cui non potrete più staccarvi.
Una sola avvertenza. Attenzione! Molte di queste serie danno dipendenza e il tempo perso a guardarle non potrà far altro che crescere esponenzialmente!

 
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