
Se tralasciassimo che Israele vanta diritti sul suolo palestinese solo in virtù del fatto che gli ebrei erano lì già duemila anni fa e che quindi questo è più importante degli arabi che abitavano quelle terre al loro arrivo cento anni fa da solo un millennio o poco più (e allora se tornassero i Cananei gli israeliani se ne andrebbero?).
Se tralasciassimo che Hamas è stato deliberatamente favorito a più riprese (soprattutto nelle ultime elezioni del 2006) proprio da Israele per contrastare il potere crescente (ma comunque molto più diplomatico e pacifico) di Fatah e ora ci si lamenta del crescente consenso acquisito da questa fazione integralista dell'indipendentismo palestinese.
Se tralasciassimo che come sempre la guerra genera integralismo che genera terrorismo che genera nazionalismo che genera altra guerra come ampiamente dimostrato dalla deriva nazionalista in Israele e, da ultimo, dal messaggio audio di un redivivo Bin Laden che inneggia alla Jihad quando l'obiettivo dell'attacco israeliano dovrebbe essere proprio la cessazione di atti terroristici contro il proprio territorio.
Se tralasciassimo che la risposta Israeliana al lancio di razzi Qassam dalla striscia di Gaza è a dir poco sproporzionata (basta dare un'occhiata al counter qui a fianco sui rispettivi caduti) contando anche che la potenza militare di Israele è tra le prime al mondo.
Se tralasciassimo che il cessate-il-fuoco del giugno scorso tra Hamas e Israele non è stato infranto negli ultimi giorni da Hamas (come vorrebbero farci credere) ma ben prima (all'inizio di novembre) da un "imponente attacco aereo e terrestre" dell'esercito israeliano che portò alla morte di sei soldati di Hamas.
Se tralasciassimo che il suddetto cessate-il-fuoco prevedeva tra i suoi punti fondamentali la cessazione del blocco alla striscia di Gaza da parte israeliana e questo non è mai cessato spingendo il popolo palestinese sempre più alla disperazione, mentre il lancio dei missili palestinesi (altro punto fondamentale dell'accordo) è, almeno, calato bruscamente dalle centinaia di maggio-giugno ai venti da giugno a oggi.
Se tralasciassimo che la guerra e la violenza in generale è sempre sempre sempre sempre sempre sbagliata e senza alcuna giustificazione.
Se tralasciassimo tutto questo e molto altro ancora, allora sì, l'attacco Israeliano a Gaza troverebbe la pur minima giustificazione e si potrebbe incominciare a parlare di responsabilità e colpe nell'annosa questione palestinese.
Ma se tutto questo non lo tralasciamo (e non possiamo non farlo) allora dobbiamo solo condannare duramente questo atto di barbarie da parte di Israele senza se e senza ma e poi starcene tutti zitti in segno di rispetto per i morti. Di entrambe le parti.
8 mesi fa






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